Blavier, lo scopritore dei folli

Blavier, lo scopritore dei folli
Profeti, visionari, quadratori del cerchio, inventori di nuove cosmogonie... In ricordo di André Blavier

di Umberto Eco


È scomparso AndrÉ Blavier. Membro attivo dell'oulipo e satrapo trascendente del collegio di patafisica. tra le altre sue dissennatissime imprese (complice talora raymond queneau) aveva

pubblicato un volume di quasi mille pagine su "Les Fous Littéraires" che rimane un monumento in merito (io ne posseggo solo l'edizione Veyrier del 1982).

Sui "fous littéraires" si potrebbero citare "L'histoire littéraire des fous" di Delepierre, 1860, "Les fous littéraires du Quercy", di Louis Greil, 1866, le "Superchéries littéraires" di Quérard, del 1845 (che però si occupa di folli che "ci marciano", e cioè di plagiari, apocrifi e organizzatori di beffe editoriali), o "Les fous littéraires" di Gustave Brunet.

L'espressione copre un'area molto vasta che riguarda chiunque abbia pubblicato un libro (a proprie spese) su cui aliti un vento di follia.

Io, da quando ho scritto "Il pendolo di Foucault", ricevo decine di lettere da coloro che nel romanzo definivo i Diabolici, e che non si sono accorti che il mio romanzo ne era la rappresentazione grottesca ma (essendo appunto folli) mi inviano rivisitazioni deliranti della Cabala, o numerologie senza capo né coda.

Da quando ho scritto "La ricerca della lingua perfetta" (dove argomento come non sia possibile costruirla), ricevo sempre testi di numerose centinaia di pagine dove qualcuno presenta un nuovo linguaggio universale.

Ma con tutto ciò ho messo insieme una bibliotechina abbastanza modesta di circa cento titoli, mentre quelli listati da Blavier sono millecinquecento o giù di lì.

Come fare a raccogliere millecinquecento opere di pazzi letterari? È il compito di una vita, e l'opera di un genio.

Si potrebbe citare aprendo a caso le pagine di questa rassegna di mirifici orrori, trascurando tutti gli inventori di lingue universali, che possono parere saggi sino a che non si è letto tutto il loro progetto.

Seguono gli inventori di nuove cosmogonie, i profeti, i visionari e i nuovi messia, i quadratori del cerchio, gli inventori di macchine per il moto perpetuo, i filantropi che propongono palingenesi sociali, i romanzieri, i poeti, gli igienisti che celebrano i vantaggi della marcia all'indietro, i medici che hanno studiato la quantità di "animalucoli" nocivi che abitano lo sperma umano, un sociologo che propone un metodo per utilizzare socialmente gli assassini, un tal Madrolle che discute della teologia delle ferrovie, un tal Ansaldi del 1971 che propone un nuovo testo della Marsigliese (da segnalare a Buttiglione), il trattato d'arte militare di un Jacob-Monet che nel 1871 scopre il modo per impedire alla cavalleria di caricare la fanteria, l'opera di Félix Passon, "Demonstration de l'immobilité de la terre", del 1829, la "Réfutation du systhème de Copernic di Pierre Sindoco, del 1878; le varie teorie sulla Terra Cava, ovvero sulla terra abitata all'interno (idea che aveva affascinato alcuni gruppi occultistici vicino al nazismo), lo "Essai d'une nouvelle hypothèse planétaire" di Van de Cotte (1851), dove si dimostra che, se si accetta Copernico, una città non potrebbe mai essere bombardata perché, la bomba restando almeno qualche secondo in aria prima di cadere, nel frattempo la superficie terrestre si sarebbe spostata.

Blavier, in quanto patafisico, presenta la sua bibliografia come una enciclopedia delle scienze inesatte, e così facendo segue gli ideali di Alfred Jarry. Ma anche per chi patafisico non è, la sua rassegna ci avverte che il numero delle teste matte, nel nostro mondo, è superiore al previsto, e ci lascia pertanto con un senso di inquietudine, incerti sui destini della specie.

26.07.2001