Site du Père Abbé
Armand Veilleux

8 dicembre 2000 - Solennità dell'Immacolata Concezione
Gen 3,9...20; Éf 1, 3...12; Lc 1, 26-38

O M E L I A

Il Tempo di Avvento non è una semplice preparazione alla festa del Natale. Natale è piuttosto il momento culminate di una lunga celebrazione che dura quattro settimane, e che è la celebrazione della venuta (adventus in latino) del Figlio di Dio nell'umanità e nella storia. Natale, in effetti, non è una sorta di anniversario della nascita di Gesù Bambino, bensì la celebrazione di questa realtà straordinaria che Dio è venuto in mezzo a noi e si è fatto uno di noi.
Se Dio viene a noi, se si dà a noi, conviene riceverlo. Per questo la Liturgia dell'Avvento, fin dai primi giorni, ci mette davanti agli occhi la figura della Vergine Maria, colei che è stata la più totalmente aperta a questa presenza, al punto da divenire la Madre di Dio.
In questa festa dell'Immacolata Concezione, noi celebriamo precisamente questa totale apertura a Dio, questa completa accettazione della sua venuta e della sua presenza. E poiché il peccato è chiusura e rifiuto, colei che è totale apertura è senza peccato.
Vi è tuttavia apertura e apertura. All'essere umano, in un pieno rispetto della sua libertà, sono offerti la morte e la vita. Il genere umano, rappresentato simbolicamente dalle figure di Eva e di Adamo, dagli inizi della sua storia, ha accolto la menzogna, la tentazione e la morte. E' quanto ci ha raccontato la prima lettura della messa di oggi, tratta dal libro della Genesi. Parecchi secoli più tardi, è in Maria, questa umile ragazza della Galilea, che tutta l'umanità si apre non più alla menzogna e alla morte, ma alla Verità e alla Vita.
Nell'uno e nell'altro caso, vi è un messaggero. Nel primo caso è il serpente, che simboleggia la menzogna che induce in errore. Nel secondo caso si tratta di Gabriele, un messaggero di Dio. Il racconto è molto ben costruito, Luca infatti sa scrivere. L'angelo appare all'inizio e scompare alla fine. Tra questo arrivo e questa partenza, Luca riesce a presentarci i principali personaggi del suo Vangelo, dicendoci chi sono e qual è la loro missione: dapprima Gesù, nato da Maria, la quale è fidanzata a Giuseppe; poi Giovanni Battista, nato da Elisabetta, sposa di Zaccaria.
Qual è il tenore essenziale del messaggio di Gabriele a Maria? E' questo:Tu sei stata colmata dei favori divini - tu concepirai e partorirai un figlio al quale darai il nome di Gesù - egli sarà il Figlio dell'Altissimo e nello stesso tempo il figlio di Davide. E qual è il tenore essenziale della risposta di Maria: Io sono la serva del Signore; che tutto avvenga seconda la sua volontà. L'offerta più sublime da una parte, e l'accettazione più totale e più umile dall'altra parte.
Quale lezione possiamo trarne per noi? La nostra vita è costellata di "visite" con cui Dio, utilizzando diversi intermediari e diversi messaggeri, ci fa conoscere la sua volontà. Noi non siamo, come Maria, totale accettazione e totale apertura. Ma, nella misura stessa in cui lo diventiamo, Dio nasce in noi gradualmente, come egli è nato in Maria, e ci rende conformi alla sua immagine. In Maria, è la sua apertura assoluta alla grazia che l'ha riempita della presenza divina; nel nostro caso è la grazia inversa; vale a dire, è la presenza divina in noi che ci apre gradualmente alla grazia.
Armand VEILLEUX
(traduzione di Anna Bozzo)