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du Père Abbé
Armand Veilleux
O M E L I A
Il Tempo di Avvento non è una semplice preparazione alla festa
del Natale. Natale è piuttosto il momento culminate di una lunga
celebrazione che dura quattro settimane, e che è la celebrazione
della venuta (adventus in latino) del Figlio di Dio nell'umanità
e nella storia. Natale, in effetti, non è una sorta di anniversario
della nascita di Gesù Bambino, bensì la celebrazione di questa
realtà straordinaria che Dio è venuto in mezzo a noi e si
è fatto uno di noi.
Se Dio viene a noi, se si dà a noi, conviene riceverlo. Per questo
la Liturgia dell'Avvento, fin dai primi giorni, ci mette davanti agli occhi
la figura della Vergine Maria, colei che è stata la più totalmente
aperta a questa presenza, al punto da divenire la Madre di Dio.
In questa festa dell'Immacolata Concezione, noi celebriamo precisamente
questa totale apertura a Dio, questa completa accettazione della sua venuta
e della sua presenza. E poiché il peccato è chiusura e rifiuto,
colei che è totale apertura è senza peccato.
Vi è tuttavia apertura e apertura. All'essere umano, in un pieno
rispetto della sua libertà, sono offerti la morte e la vita. Il genere
umano, rappresentato simbolicamente dalle figure di Eva e di Adamo, dagli
inizi della sua storia, ha accolto la menzogna, la tentazione e la morte.
E' quanto ci ha raccontato la prima lettura della messa di oggi, tratta
dal libro della Genesi. Parecchi secoli più tardi, è in Maria,
questa umile ragazza della Galilea, che tutta l'umanità si apre non
più alla menzogna e alla morte, ma alla Verità e alla Vita.
Nell'uno e nell'altro caso, vi è un messaggero. Nel primo caso è
il serpente, che simboleggia la menzogna che induce in errore. Nel secondo
caso si tratta di Gabriele, un messaggero di Dio. Il racconto è molto
ben costruito, Luca infatti sa scrivere. L'angelo appare all'inizio e scompare
alla fine. Tra questo arrivo e questa partenza, Luca riesce a presentarci
i principali personaggi del suo Vangelo, dicendoci chi sono e qual è
la loro missione: dapprima Gesù, nato da Maria, la quale è
fidanzata a Giuseppe; poi Giovanni Battista, nato da Elisabetta, sposa di
Zaccaria.
Qual è il tenore essenziale del messaggio di Gabriele a Maria? E'
questo:Tu sei stata colmata dei favori divini - tu concepirai e partorirai
un figlio al quale darai il nome di Gesù - egli sarà il Figlio
dell'Altissimo e nello stesso tempo il figlio di Davide. E qual è
il tenore essenziale della risposta di Maria: Io sono la serva del Signore;
che tutto avvenga seconda la sua volontà. L'offerta più sublime
da una parte, e l'accettazione più totale e più umile dall'altra
parte.
Quale lezione possiamo trarne per noi? La nostra vita è costellata
di "visite" con cui Dio, utilizzando diversi intermediari e diversi
messaggeri, ci fa conoscere la sua volontà. Noi non siamo, come Maria,
totale accettazione e totale apertura. Ma, nella misura stessa in cui lo
diventiamo, Dio nasce in noi gradualmente, come egli è nato in Maria,
e ci rende conformi alla sua immagine. In Maria, è la sua apertura
assoluta alla grazia che l'ha riempita della presenza divina; nel nostro
caso è la grazia inversa; vale a dire, è la presenza divina
in noi che ci apre gradualmente alla grazia.
Armand VEILLEUX
(traduzione di Anna Bozzo)