15 agosto  2005 -- Solennità dell'Assunzione di  Maria

Apoc 11,19; 12, 1...10; 1 Cor 15, 20-26; Lc 1, 39-56

 

Omelia

 

       Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole che le furono dette dal Signore. Queste parole che Elisabetta rivolge a sua cugina Maria esprimono bene il senso della nostra celebrazione di oggi. Contrariamente a Zaccaria, che aveva dubitato, Maria ha creduto, fin dalla prima rivelazione della sua missione fattale dall’inviato del Signore. E durante tutta la sua vita, la sua fede  non ha smesso di crescere. Non ha smesso di crescere durante la vita di suo figlio, e ha continuato a crescere dopo la sua resurrezione, animando la vita della comunità dei discepoli. Questa fede si espande in pienezza alla fine della sua vita terrestre, nella piena partecipazione alla resurrezione di suo Figlio, mostrandoci la via.  Ciò che la Chiesa celebra oggi è una festa di Resurrezione. Noi siamo tutti chiamati a risorgere in Cristo. Maria è la prima  dei risorti, dopo suo Figlio, il Primogenito tra coloro che sono morti, e ci indica il cammino.

 

       Nel racconto di Luca che abbiamo ascoltato, vediamo come questa fede di Maria è fede in coli che è venuto come “servitore“ del suo popolo, e dunque è una fede che si esprime dal primo istante in servizio del prossimo.  Luca si preoccupa di sottolineare la prontezza di questo servizio. Appena Maria viene a sapere della gravidanza di sua cugina Elisabetta, nello stesso tempo in cui ha appreso che lei stessa sarebbe diventata la madre del Messia, “si mette in cammino rapidamente”. Come l’angelo è entrato da lei e l’ha salutata, allo stesso modo lei entra nella casa di Zaccaria e saluta Elisabetta. Si può pensare che, nello spirito di Luca, è l’Israele fedele di Galilea che porta la salvezza al giudaismo ufficiale di Giuda, passando attraverso le montagne della Samaria.

 

            Una delle cose mirabili di questo racconto, pieno di simbolismo e nello stesso tempo di delicatezza, è la totale sintonia tra queste due donne, tutte e due incinte.  La fede e la gioia dell’una si comunicano all’altra. Attraverso di loro, sono i bambini in grembo  che si incontrano e sono anche loro pieni di gioia.

 

            Il punto culminante del racconto, dopo il saluto di Elisabetta, che attraverso la penna di Luca  esprime tutta la venerazione della Chiesa primitiva per Maria, la prima credente, e colei che ha alimentato e sostenuto la fede della Chiesa nascente – il punto culminante, dicevo, è il Cantico di Maria. In questo cantico risuona il grido e il clamore degli umili, degli oppressi, dei diseredati e degli affamati di tutti i tempi – quelli che suo Figlio chiamerà i “piccoli”.

 

            Non è un canto guerriero, ma un canto di lode: “L’anima mia esalta il Signore...”; ma quello per cui loda il Signore è il fatto che , in tutte le tensione che dopo il primo peccato sollevano gli uomini e i popoli gli uni contro gli altri, Dio è sempre dalla parte dei deboli, degli oppressi,  dei piccoli.  Ogni forma di oppressione, soprattutto quando  si basa sulla  religione - Islam o Cristianesimo – è un sacrilegio e una bestemmia contro il Dio che Maria ci rivela nel suo Magnificat e che ci rivelerà Gesù  per tutto il suo ministero. Non dimentichiamo che nella sua predicazione, soprattutto nelle sue “beatitudini”, ci ha affidato la missione di realizzare questa liberazione dei piccoli e degli oppressi. In ogni modo, dopo questo ammirabile Cantico,  noi sappiamo da che parte sta Dio.

 

            Questo racconto, che non è una cronaca, ma un insegnamento teologico,  termina con una sottile allusione alla verginità di Maria. Lei, che si era affrettata  ad andare a “casa di Zaccaria”, dove Elisabetta vive con suo marito, se ne ritorna, tre mesi dopo, non nella “casa di Giuseppe”  (che non è mai menzionata nel Nuovo Testamento), ma a casa “sua”. Questo esplicito riferimento alle due case - quella di Zaccaria e quella di Maria – all’inizio e alla fine del racconto, sottolinea bene la diversità della due situazioni.

 

Armand VEILLEUX

*****

Altre omelie per la stessa solennità

2004 - français - italiano

2003 - français - italiano

2002 - français

2001- français

2000 - français

1999 - français - italiano