1° novembre 2004 – Festa di Ognissanti
Ap 7,2-4, 9-14 ; 1 Gv 3, 1-3 ; Mt 5,1-12a
Il Libro dell’Apocalisse è pieno
di visioni di una grande ricchezza simbolica, che costituiscono una visione
cristiana della storia, tale quale era vissuta dai primi Cristiani, alcuni
decenni dopo la morte di Cristo. Al
cuore di
questa rivelazione si trova la Chiesa, la comunità dei credenti, che si colloca
tra il Cristo storico e il suo ritorno alla fine dei tempi.
Il Capitolo 7
dell’Apocalisse, da cui è tratta la prima lettura della Messa di oggi, è una
visione della Chiesa come popolo di Dio. Il veggente di Patmos vede quattro
angeli ai quattro angoli della terra. Uno di loro sale dalla parte del sol
Levante, tenendo in mano il sigillo o il marchio del Dio vivente per marchiare
sulla fronte i servitori di Dio. Il numero di coloro che sono così segnati è di
144.000, dodicimila per ciascuna delle tribù di Israele. Questa cifra è
evidentemente una cifra simbolica, e il
numero 12 o 12 mila è il simbolo della pienezza. In effetti il veggente scorge
subito una folla immensa, che nessuno può contare. Sono coloro a cui è data la
salvezza di Dio. Da dove vengono ?
Vengono da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue. Dunque, la salvezza
è data a chiunque si avvicina a Dio con fede, senza tener conto della sua
provenienza, civile o religiosa. Sono
tutti i santi che celebriamo oggi. Anche se Giovanni Paolo secondo ha
canonizzato più santi che tutti i suoi predecessori, il numero dei santi
ufficialmente canonizzati forma un gruppo
piccolissimo, a confronto di questa moltitudine proveniente da tutte le
nazioni.
Tutti vengono a Dio
cercando la felicità, che resta una sete profondamente radicata nel cuore di
ogni essere umano. Questa felicità, Gesù la proclama nel Vangelo come il
proprio di coloro che vivono a sua immagine : i poveri, i misericordiosi,
i cuori puri, gli affamati di giustizia, i costruttori di pace, e anche coloro
che sono perseguitati per la giustizia.
La prima Lettera di
Giovanni, dal canto suo, ci dice in che consiste questa vera felicità. Essa
consiste essenzialmente nell’essere
« figlio di Dio ». Tutti noi
siamo figli e figlie di Dio, qualunque sia la nostra razza - quelli che vengono da tutte le razze pagane,
come quelli che vengono dal giudaismo. Ogni essere umano, quale che sia, è
stato creato a immagine di Dio. Porta dunque in se stesso la rassomiglianza
divina, un seme di vita divina. La differenza non è tra quelli che sono figli
di Dio e quelli che non lo sono. È tra quelli che lo sanno, che ne sono
consapevoli e vivono di conseguenza, e
quelli che non ne hanno ancora ricevuto la rivelazione o non l’hanno accettata.
Questa rassomiglianza sarà pienamente manifestata quando il Figlio di Dio
ritornerà nella sua gloria. Ed è questa stessa rassomiglianza che ci permetterà
allora di « conoscere » veramente Dio e suo Figlio ; perché non
si può conoscere veramente e in profondità che ciò che ci è simile.
Tutta la nostra felicità
eterna consisterà nel conoscere Dio, nel vederlo faccia a faccia – nel conoscerlo
allo stesso modo con cui siamo conosciuti da lui. Questa felicità eterna può –
e deve – cominciare da quaggiù. Noi possiamo contemplare la faccia Dio non
soltanto nel volto di Cristo che ci è stato rivelato nel Vangelo, o ancora
nella nostra preghiera silenziosa ; ma dobbiamo contemplare la sua faccia
anche nella sua immagine impressa in noi stessi : è questa che ci darà la
forza di essere puri di cuore, misericordiosi e pacifici. Noi dobbiamo contemplare
la sua faccia anche in ciascuno dei nostri fratelli, specialmente coloro che
hanno fame e che soffrono. Noi dobbiamo infine contemplare la sua presenza che
agisce negli eventi, anche – e soprattutto – quando questi eventi ci fanno
condividere un po’ della sua sofferenza.
Chiamati, tutti, finché lo siamo, a condividere la
gioia e la felicità di Gesù nel vedere Dio negli eventi e nelle persone – prima
di vederlo faccia a faccia nella patria celeste – uniamoci particolarmente oggi
a tutti quelli e quelle che lo vedono già faccia a faccia nella gloria eterna.
Armand VEILLEUX
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Omelie per Ognissanti degli anni
precedenti :
2003 – francese
2002 – francese
1998 – francese